Il direttore d’orchestra Giacomo Loprieno è stato sostituito – nella replica dello spettacolo per bambini “Disney in concert: Frozen” – per aver affermato, con tanta ingenuità, a fine concerto del 29 dicembre all’Auditorium Parco della Musica di Roma, “Comunque Babbo Natale non esiste“.
La frase, come prevedibile, ha scatenato una bufera di disapprovazioni e di critiche. A rendere la frase ancor più pesante, il fatto che a pronunciarla non c’era un comico, o un satirico, ma un direttore d’orchestra che, per la natura stessa dello show Disney, si stava esibendo davanti ad un pubblico sopratutto di bambini, ben differenti dagli adulti capaci di andare oltre il senso letterale delle parole. Tutto parlava di sogno e di poesia e poi, a bruciapelo, una frase che ha screditato ogni sogno e poesia.
Secondo un post su Facebook di Selvaggia Lucarelli, “pare che durante gli applausi scroscianti, alcuni genitori e bambini comincino ad alzarsi per andare via”. Subito dopo la frase incriminata: “Comunque Babbo Natale non esiste”. In base ai post – sul noto social – da parte dei testimoni, mentre il Maestro usciva dal palcoscenico, molti bambini tornavano a casa delusi e in lacrime.
Il Maestro, Giacomo Loprieno, forse, non s’aspettava un effetto boomerang tale da divulgarsi così velocemente, e ripercuotersi negativamente su di lui. La pagina ufficiale Facebook dello show ha raccolto, da subito, moltissime critiche, lamentele, e insulti, tanto che gli organizzatori di Dimensione Eventi sono dovuto ricorrere alla sostituzione del Maestro in carica.
L’organizzazione ha tenuto, poi, a dissociarsi completamente dall’accaduto, sostenendo che anche loro “come tutti i presenti, erano rimasti sconcertati da una dichiarazione assolutamente personale del direttore, tra l’altro, a spettacolo ormai terminato”. “Il nostro lavoro – ha aggiunto la nota di Dimensione Eventi – è di creare emozioni positive e far sognare i più piccoli. Quanto è stato detto dal direttore d’orchestra è totalmente fuori luogo, ed è il gesto arbitrario di una singola persona”.
Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta News. Mostra tutti i post
sabato 31 dicembre 2016
martedì 6 dicembre 2016
Referendum, vince il No: affluenza record
Alle ore 23 si sono chiusi i seggi per il referendum costituzionale, che ha visto gli schieramenti politici affrontarsi in una campagna elettorale senza mezzi termini, e con qualche colpo basso.
I primi exit poll, subito dopo la fine delle votazioni, premiano il No che vince con una percentuale tra il 56 e il 60%. Il Si invece si ferma tra il 40 e il 44%. I dati ovviamente sono ancora parziali, ma hanno già delineato la tendenza. Il popolo italiano, quindi, ha deciso di bocciare la riforma costituzionale proposta dal governo Renzi. Questo risultato potrebbe aprire le porte alle dimissioni per il premier, che credeva molto nel successo in questa tornata elettorale.
In una giornata caratterizzata dal caso delle “matite cancellabili”, con l’allarme lanciato dal cantante Piero Pelù e con l’intervento del Viminale per chiarire il caso, si è registrata un’alta affluenza alle urne. Infatti, ha votato circa il 69% degli aventi diritto. Ricordiamo che, in ogni caso, per questo referendum di tipo confermativo, non era previsto il raggiungimento del quorum, come in quello di aprile sulle trivelle (che, invece si fermo al 31%).
Prime parole anche del PD, con il vicesegretario Lorenzo Guerini che annuncia la convocazione della direzione del partito per martedì, per analizzare il voto, e decidere quali azioni intraprendere. È probabile che, salvo sorprese, Matteo Renzi presenti le dimissioni, come peraltro da lui preannunciato in caso di sconfitta al referendum, e che venga individuato un nuovo nome per evitare di andare in questo momento al voto.
I primi exit poll, subito dopo la fine delle votazioni, premiano il No che vince con una percentuale tra il 56 e il 60%. Il Si invece si ferma tra il 40 e il 44%. I dati ovviamente sono ancora parziali, ma hanno già delineato la tendenza. Il popolo italiano, quindi, ha deciso di bocciare la riforma costituzionale proposta dal governo Renzi. Questo risultato potrebbe aprire le porte alle dimissioni per il premier, che credeva molto nel successo in questa tornata elettorale.
In una giornata caratterizzata dal caso delle “matite cancellabili”, con l’allarme lanciato dal cantante Piero Pelù e con l’intervento del Viminale per chiarire il caso, si è registrata un’alta affluenza alle urne. Infatti, ha votato circa il 69% degli aventi diritto. Ricordiamo che, in ogni caso, per questo referendum di tipo confermativo, non era previsto il raggiungimento del quorum, come in quello di aprile sulle trivelle (che, invece si fermo al 31%).
Prime parole anche del PD, con il vicesegretario Lorenzo Guerini che annuncia la convocazione della direzione del partito per martedì, per analizzare il voto, e decidere quali azioni intraprendere. È probabile che, salvo sorprese, Matteo Renzi presenti le dimissioni, come peraltro da lui preannunciato in caso di sconfitta al referendum, e che venga individuato un nuovo nome per evitare di andare in questo momento al voto.
domenica 27 novembre 2016
Muore il rivoluzionario cubano Fidel Castro
Il leader comunista Fidel Castro è morto verso le 22:30 a Cuba (ore 4:30 in Italia) dopo che aveva lasciato l’incarico come presidente per motivi di salute.
A dare il triste annuncio è stato il fratello Raul Castro che ha deciso di informare la gente tramite la tv cubana e con commozione ha detto: “Caro popolo di Cuba, é con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, é deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”. Inoltre, Raul Castro espone le volontà di Fidel dopo la morte: “Nel compiere l’espressa volontà del compagno Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26. La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un’informazione dettagliata sull’organizzazione dell’omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della Revolucion Cubana”. Infine, il fratello conclude con Hasta la victoria siempre, il motto tipico della rivoluzione cubana. Un uomo considerato un eroe per i comunisti e per i rivoluzionari, mentre per i nemici un dittatore da respingere. Un comandante che si è imposto contro il potere superiore degli Stati Uniti d’America, dando un esempio di liberazione anche agli altri Paesi che si ritrovavano in una situazione di sottomissione.
Fidel Castro è nato il 13 agosto 1926 ed è stato per oltre 50 anni primo ministro di Cuba dopo una vita ribelle iniziata fin da ragazzo. Faceva parte della borghesia cubana con un dottorato in legge e con i suoi compagni, tra cui Che Guevara, apre un nuovo mondo nell’isola cubana.
Si ricorda l’evento trionfale dell’8 gennaio 1959 dove il giovane comandante compare in piedi con divisa su di una Jeep con l’assunzione ufficiale come Comandante in Capo delle Forze Armate.
Il potere di Fidel Castro poteva essere un grosso problema per gli Stati Uniti tanto che Cuba viene considerata, specialmente nel periodo della Guerra fredda, una zona sensibile per l’America.
La crisi dei missili russi che stavano per approdare sulle coste cubane per invadere e creare una base strategica a Cuba per poi attaccare gli Stati Uniti viene considerata una delle pagine nere della storia del mondo. Se non fosse stato per Papa Giovanni XXIII si scatenava una guerra con missili nucleari da parte di John Fitzgerald Kennedy e di Nikita Sergeevič Chruščёv.
La gente in questo momento ricorda il comandante Fidel Castro con frasi nei vari social e secondo alcuni si chiude un lungo e spaventoso capitolo della storia.
A dare il triste annuncio è stato il fratello Raul Castro che ha deciso di informare la gente tramite la tv cubana e con commozione ha detto: “Caro popolo di Cuba, é con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, é deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”. Inoltre, Raul Castro espone le volontà di Fidel dopo la morte: “Nel compiere l’espressa volontà del compagno Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26. La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un’informazione dettagliata sull’organizzazione dell’omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della Revolucion Cubana”. Infine, il fratello conclude con Hasta la victoria siempre, il motto tipico della rivoluzione cubana. Un uomo considerato un eroe per i comunisti e per i rivoluzionari, mentre per i nemici un dittatore da respingere. Un comandante che si è imposto contro il potere superiore degli Stati Uniti d’America, dando un esempio di liberazione anche agli altri Paesi che si ritrovavano in una situazione di sottomissione.
Fidel Castro è nato il 13 agosto 1926 ed è stato per oltre 50 anni primo ministro di Cuba dopo una vita ribelle iniziata fin da ragazzo. Faceva parte della borghesia cubana con un dottorato in legge e con i suoi compagni, tra cui Che Guevara, apre un nuovo mondo nell’isola cubana.
Si ricorda l’evento trionfale dell’8 gennaio 1959 dove il giovane comandante compare in piedi con divisa su di una Jeep con l’assunzione ufficiale come Comandante in Capo delle Forze Armate.
Il potere di Fidel Castro poteva essere un grosso problema per gli Stati Uniti tanto che Cuba viene considerata, specialmente nel periodo della Guerra fredda, una zona sensibile per l’America.
La crisi dei missili russi che stavano per approdare sulle coste cubane per invadere e creare una base strategica a Cuba per poi attaccare gli Stati Uniti viene considerata una delle pagine nere della storia del mondo. Se non fosse stato per Papa Giovanni XXIII si scatenava una guerra con missili nucleari da parte di John Fitzgerald Kennedy e di Nikita Sergeevič Chruščёv.
La gente in questo momento ricorda il comandante Fidel Castro con frasi nei vari social e secondo alcuni si chiude un lungo e spaventoso capitolo della storia.
venerdì 25 novembre 2016
Referendum: ecco come voteranno i vip, tra cui Sorrentino e Mannoia
A pochi giorni di distanza dal 4 dicembre – giorno della consultazione referendaria – sono tanti gli appelli fatti da personaggi noti dello star system italiano, a favore o contro la Riforma Costituzionale.
Tra questi il celebre ballerino Roberto Bolle, nonchè il Premio Oscar Paolo Sorrentino – reduce dal successo della mini serie televisiva “The Young Pope”, targata Sky – che hanno firmato un appello collettivo di artisti diffuso nei giorni scorsi e dove si dichiarano a favore della riforma costituzionale. Nell’appello, rilanciato da molti media e social network, si legge infatti che, secondo i firmatari, la Costituzione ha accompagnato lo sviluppo economico e la crescita della Nazione per decenni, assistendo anche alle trasformazioni degli assetti economici e sociali internazionali. Ma – sempre secondo i firmatari per il Si – la Costituzione non ha potuto impedire la rigidità ed il blocco in cui la nostra amata Italia si è ritrovata, conducendola quindi in una grave situazione economica e sociale che ha contrassegnato irrimediabilmente gli anni più recenti.
Tra i tanti firmatari dell’appello anche il celeberrimo Luca Zingaretti, ormai volto noto di Rai1 grazie all’interpretazione del Commissario Montalbano, serie che trae spunto dai celebri romanzi dello scrittore siciliano Andrea Camilleri – , ma anche Stefano Accorsi, Stefania Sandrelli, Alex Zanardi, Claudio Bisio.
Ma se sono tanti i personaggi famosi ad essersi schierati apertamente per il “SI”, ce ne sono altrettanti ad averlo fatto per il fronte opposto, cioè per il “NO”. Anche per questo fronte è stata lanciata una sorta di Woodstock per il no, a cui hanno già aderito molti volti noti, tra cui l’attrice comica Sabina Guzzanti, il rapper J-Ax e la cantautrice Fiorella Mannoia, che nel suo seguitissimo blog personale ha motivato dettagliatamente la sua scelta.
Ad aggiungersi al folto gruppo dei vip per il NO, c’è anche la penna del “Commissario Montalbano”, ovvero Andrea Camilleri, che ritiene questa riforma pasticciata non consentendoci di scegliere i nostri rappresentanti.
Un NO secco e deciso arriva anche dalla voce straordinaria della cantante Giorgia, che invita a guardare alle vere priorità del Paese.
Tra questi il celebre ballerino Roberto Bolle, nonchè il Premio Oscar Paolo Sorrentino – reduce dal successo della mini serie televisiva “The Young Pope”, targata Sky – che hanno firmato un appello collettivo di artisti diffuso nei giorni scorsi e dove si dichiarano a favore della riforma costituzionale. Nell’appello, rilanciato da molti media e social network, si legge infatti che, secondo i firmatari, la Costituzione ha accompagnato lo sviluppo economico e la crescita della Nazione per decenni, assistendo anche alle trasformazioni degli assetti economici e sociali internazionali. Ma – sempre secondo i firmatari per il Si – la Costituzione non ha potuto impedire la rigidità ed il blocco in cui la nostra amata Italia si è ritrovata, conducendola quindi in una grave situazione economica e sociale che ha contrassegnato irrimediabilmente gli anni più recenti.
Tra i tanti firmatari dell’appello anche il celeberrimo Luca Zingaretti, ormai volto noto di Rai1 grazie all’interpretazione del Commissario Montalbano, serie che trae spunto dai celebri romanzi dello scrittore siciliano Andrea Camilleri – , ma anche Stefano Accorsi, Stefania Sandrelli, Alex Zanardi, Claudio Bisio.
Ma se sono tanti i personaggi famosi ad essersi schierati apertamente per il “SI”, ce ne sono altrettanti ad averlo fatto per il fronte opposto, cioè per il “NO”. Anche per questo fronte è stata lanciata una sorta di Woodstock per il no, a cui hanno già aderito molti volti noti, tra cui l’attrice comica Sabina Guzzanti, il rapper J-Ax e la cantautrice Fiorella Mannoia, che nel suo seguitissimo blog personale ha motivato dettagliatamente la sua scelta.
Ad aggiungersi al folto gruppo dei vip per il NO, c’è anche la penna del “Commissario Montalbano”, ovvero Andrea Camilleri, che ritiene questa riforma pasticciata non consentendoci di scegliere i nostri rappresentanti.
Un NO secco e deciso arriva anche dalla voce straordinaria della cantante Giorgia, che invita a guardare alle vere priorità del Paese.
mercoledì 23 novembre 2016
Papa Francesco: "Assolvete medici e donne che abortiscono"
Papa Francesco, in occasione della pubblicazione della lettera apostolica “Misericordia et misera“, lancia un vero terremoto all’interno della Chiesa cattolica con l’inespettta apertura nei confronti di chi ha praticato l’aborto.
Secondo quanto indicato chiaramente nell’enciclica, tutti i preti potranno assolvere sia le donne che i medici che le hanno aiutate ad interrompere le gravidanze. Parole che ai più possono sembrare un’apertura verso l’aborto da parte della Chiesa Cattolica, ma che non è così, come specificato e sottolineato dal Santo Padre nella lettera apostolica.
L’assoluzione dal peccato dell’aborto era, fino ad oggi, una prerogativa del Papa, che poteva delegare i vescovi, i quali a loro volta potevano affidare il delicato compito ai preti. Una catena burocratica lunga e farraginosa, che contrasta decisamente con la linearità e semplicità del nuovo pontefice.
Il Papa quindi chiude il Giubileo dedicato proprio alla misericordia, con una grazia inaspettata, ma tanto sperata ed attesa da chi ha dovuto o voluto – e successivamente si è pentito – abortire. L’interruzione delle gravidanza è un tema molto sentito e delicato, davanti al quale anche gli stessi cattolici si ritrovano spesso in disaccordo. I preti dunque potranno assolvere il peccato, ma a condizione che ci sia nella persona un reale pentimento; questo, ribadiscono i vaticanisti non ha per niente il significato di una depenalizzazione del peccato. Va intesa piuttosto come una sorta di sburocratizzazione della confessione avvicinando Dio, attraverso la misericordia divina, alla donna, che ha vissuto la tragedia forse più grande, cioè quella di aver proceduto all’uccisione del proprio figlio. Nessuna condizione al perdono divino: questa è in sintesi il senso del nuovo orientamento che ha preso la Chiesa cattolica, grazie alle decisioni di un Papa, Francesco, che l’ha umanizzata e resa più autentica e spirituale. Ecco che a seguito di questa decisione sarà modificato il codice di diritto canonico, che regola e norma i vari aspetti della vita dei 50 milioni di fedeli in tutto il mondo.
Secondo quanto indicato chiaramente nell’enciclica, tutti i preti potranno assolvere sia le donne che i medici che le hanno aiutate ad interrompere le gravidanze. Parole che ai più possono sembrare un’apertura verso l’aborto da parte della Chiesa Cattolica, ma che non è così, come specificato e sottolineato dal Santo Padre nella lettera apostolica.
L’assoluzione dal peccato dell’aborto era, fino ad oggi, una prerogativa del Papa, che poteva delegare i vescovi, i quali a loro volta potevano affidare il delicato compito ai preti. Una catena burocratica lunga e farraginosa, che contrasta decisamente con la linearità e semplicità del nuovo pontefice.
Il Papa quindi chiude il Giubileo dedicato proprio alla misericordia, con una grazia inaspettata, ma tanto sperata ed attesa da chi ha dovuto o voluto – e successivamente si è pentito – abortire. L’interruzione delle gravidanza è un tema molto sentito e delicato, davanti al quale anche gli stessi cattolici si ritrovano spesso in disaccordo. I preti dunque potranno assolvere il peccato, ma a condizione che ci sia nella persona un reale pentimento; questo, ribadiscono i vaticanisti non ha per niente il significato di una depenalizzazione del peccato. Va intesa piuttosto come una sorta di sburocratizzazione della confessione avvicinando Dio, attraverso la misericordia divina, alla donna, che ha vissuto la tragedia forse più grande, cioè quella di aver proceduto all’uccisione del proprio figlio. Nessuna condizione al perdono divino: questa è in sintesi il senso del nuovo orientamento che ha preso la Chiesa cattolica, grazie alle decisioni di un Papa, Francesco, che l’ha umanizzata e resa più autentica e spirituale. Ecco che a seguito di questa decisione sarà modificato il codice di diritto canonico, che regola e norma i vari aspetti della vita dei 50 milioni di fedeli in tutto il mondo.
martedì 22 novembre 2016
Superluna, stasera il grande evento: ecco ciò da sapere
La Superluna stasera promette già di regalare momenti di grande fascinazione a tutti gli amanti dell’astronomia e degli scenari romantici (com’era già stato anticipato lo scorso 5 novembre), a tal punto che sui social network è già iniziato l’hype generale in attesa del grande evento. Ma di cosa si tratta nello specifico, e perché ha creato tutta questa fermentazione? La Superluna altro non è che il momento in cui avviene il perigeo lunare.
In altre parole, l’esatto punto in cui l’orbita della Luna raggiunge il punto di massima vicinanza rispetto alla Terra. Per questa ragione la notte della Superluna è possibile ammirare il nostro satellite da una prospettiva assolutamente spettacolare, poiché quest’ultimo risulterà all’osservatore grande il 14% in più rispetto alle normali condizioni.
Inoltre l’appropinquarsi della Luna al nostro pianeta la renderà anche estremamente più luminosa (il 30% in più del solito), permettendo così un’osservazione “in alta definizione” del cosiddetto astro d’argento. A rendere il tutto così speciale è anche la frequenza con la quale avviene il perigeo lunare: l’ultima volta che si erano verificate queste condizioni correva l’anno 1948.
A questi presupposti è dunque semplice comprendere perché il fenomeno della Superluna abbia elettrizzato gli animi non soltanto degli addetti ai lavori, ma anche dei semplici curiosi: l’occasione di poter contemplare una tale meraviglia della Natura in maniera così nitida e spettacolare è, se non irripetibile nell’arco di un’intera vita, comunque rarissima.
Ovviamente – risulta quasi pleonastico doverlo specificare – si tratta solamente di un gioco di ottica. Ma quando ci sarà la Superluna esattamente? Il fenomeno inizierà ad essere ben visibile tra le otto e le nove di questa sera, a circa tre ore dal sorgere del satellite dalla linea dell’orizzonte (previsto per le 17:18). Il perigeo verrà raggiunto esattamente alle 00:21, quando la Luna si troverà a 356.508 chilometri dalla Terra.
L’occasione, come già detto, è ghiotta: la prossima volta in cui si verificheranno queste condizioni il calendario segnerà la data del 25 novembre 2052; va da sé che perderla ora significherebbe dover aspettare altri 36 anni. E chi teme di non riuscire a godersela appieno senza un telescopio, può stare tranquillo: anche il direttore dell’osservatorio napoletano di Capodimonte dell’Istituto nazionale di astrofisica, Massimo Della Valle, ha dichiarato che la guarderebbe rigorosamente ad occhio nudo perché: “Si apprezzano mari e crateri“.
L’appuntamento è dunque fissato per questa sera, quando la Luna si travestirà per l’occasione da Superluna, offrendoci un ennesima opportunità di assistere alle meraviglie cosmiche che si celano in bella vista là fuori; così vicine, così lontane.
In altre parole, l’esatto punto in cui l’orbita della Luna raggiunge il punto di massima vicinanza rispetto alla Terra. Per questa ragione la notte della Superluna è possibile ammirare il nostro satellite da una prospettiva assolutamente spettacolare, poiché quest’ultimo risulterà all’osservatore grande il 14% in più rispetto alle normali condizioni.
Inoltre l’appropinquarsi della Luna al nostro pianeta la renderà anche estremamente più luminosa (il 30% in più del solito), permettendo così un’osservazione “in alta definizione” del cosiddetto astro d’argento. A rendere il tutto così speciale è anche la frequenza con la quale avviene il perigeo lunare: l’ultima volta che si erano verificate queste condizioni correva l’anno 1948.
A questi presupposti è dunque semplice comprendere perché il fenomeno della Superluna abbia elettrizzato gli animi non soltanto degli addetti ai lavori, ma anche dei semplici curiosi: l’occasione di poter contemplare una tale meraviglia della Natura in maniera così nitida e spettacolare è, se non irripetibile nell’arco di un’intera vita, comunque rarissima.
Ovviamente – risulta quasi pleonastico doverlo specificare – si tratta solamente di un gioco di ottica. Ma quando ci sarà la Superluna esattamente? Il fenomeno inizierà ad essere ben visibile tra le otto e le nove di questa sera, a circa tre ore dal sorgere del satellite dalla linea dell’orizzonte (previsto per le 17:18). Il perigeo verrà raggiunto esattamente alle 00:21, quando la Luna si troverà a 356.508 chilometri dalla Terra.
L’occasione, come già detto, è ghiotta: la prossima volta in cui si verificheranno queste condizioni il calendario segnerà la data del 25 novembre 2052; va da sé che perderla ora significherebbe dover aspettare altri 36 anni. E chi teme di non riuscire a godersela appieno senza un telescopio, può stare tranquillo: anche il direttore dell’osservatorio napoletano di Capodimonte dell’Istituto nazionale di astrofisica, Massimo Della Valle, ha dichiarato che la guarderebbe rigorosamente ad occhio nudo perché: “Si apprezzano mari e crateri“.
L’appuntamento è dunque fissato per questa sera, quando la Luna si travestirà per l’occasione da Superluna, offrendoci un ennesima opportunità di assistere alle meraviglie cosmiche che si celano in bella vista là fuori; così vicine, così lontane.
Papa Francesco, l’indiscrezione shock: "Dimissioni possibili tra un mese"
Papa Francesco è finito nella bufera, ed è quasi una novità per il pontefice più social della storia, abituato a sciorinare di volta in volta le consuete “frasi buone” dalle quali è quasi impossibile dissentire – che gli sono per l’appunto valse un seguito praticamente sconfinato (ma anche numerose critiche d’immobilismo ed ipocrisia).
L’ultimo detrattore dichiarato di Papa Bergoglio è stato Antonio Socci, penna di Libero che non solo ha reso noto dell’idiosincrasia nell’ambiente ecclesiastico di molte figure “potenti” nei confronti dell’attuale leader del Vaticano, bensì ha anche appiccicato una data di scadenza sulla sua fronte profetizzando che fra un mese potrebbe essere necessaria un’altra elezione.
Secondo Socci infatti, Papa Francesco è una creatura figlia dello stesso contesto politico che volle l’elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America di Donald Trump; un contesto che – a detta del giornalista di Libero – sarebbe oggi in grave crisi a causa dell’ascesa del movimento unpolitically correct capitanato dal cannibale Donald Trump.
Bergoglio è stato bollato da Antonio Socci come: “deludente dai modernisti che sognavano la rivoluzione, e giudicato disastroso dai cattolici ortodossi“, a causa delle sue posizioni spesso e volentieri anticonformiste (sebbene solo a parole) senza che vi sia mai stata però una reale inversione di tendenza nei fatti. In altre parole, Papa Francesco predica “bene” (illudendo i movimenti progressisti ed indispettendo i conservatori) e razzola “male” (attirandosi le ire dei suddetti illusi), e ciò avrebbe creato un alone di forte malcontento politicamente trasversale attorno alla sua figura.
Inoltre Socci ha definito un “flop” il Giubileo di Francesco, così come il suo pontificato in generale. E’ ovvio che si debba considerare la fonte – Libero è notoriamente un quotidiano ispiratore per la Destra conservatrice e per i movimenti cattolico-fondamentalisti avversi all’attuale Papa – ma la sensazione è effettivamente che attorno a Papa Francesco il clima non sia dei più sereni.
Tant’è che alla fine l’editorialista ha concluso suggerendo che alcuni: “Ipotizzano dimissioni allo scoccare degli 80 anni (fra un mese), cosa che spiegherebbe questo Concistoro fatto a novembre (in vista di un Conclave)“. Anche se lo stesso Socci ha successivamente ammesso che l’ipotesi di una prosecuzione del mandato anche dopo gli 80 anni sia ad oggi quella più verosimile.
L’ultimo detrattore dichiarato di Papa Bergoglio è stato Antonio Socci, penna di Libero che non solo ha reso noto dell’idiosincrasia nell’ambiente ecclesiastico di molte figure “potenti” nei confronti dell’attuale leader del Vaticano, bensì ha anche appiccicato una data di scadenza sulla sua fronte profetizzando che fra un mese potrebbe essere necessaria un’altra elezione.
Secondo Socci infatti, Papa Francesco è una creatura figlia dello stesso contesto politico che volle l’elezione a Presidente degli Stati Uniti d’America di Donald Trump; un contesto che – a detta del giornalista di Libero – sarebbe oggi in grave crisi a causa dell’ascesa del movimento unpolitically correct capitanato dal cannibale Donald Trump.
Bergoglio è stato bollato da Antonio Socci come: “deludente dai modernisti che sognavano la rivoluzione, e giudicato disastroso dai cattolici ortodossi“, a causa delle sue posizioni spesso e volentieri anticonformiste (sebbene solo a parole) senza che vi sia mai stata però una reale inversione di tendenza nei fatti. In altre parole, Papa Francesco predica “bene” (illudendo i movimenti progressisti ed indispettendo i conservatori) e razzola “male” (attirandosi le ire dei suddetti illusi), e ciò avrebbe creato un alone di forte malcontento politicamente trasversale attorno alla sua figura.
Inoltre Socci ha definito un “flop” il Giubileo di Francesco, così come il suo pontificato in generale. E’ ovvio che si debba considerare la fonte – Libero è notoriamente un quotidiano ispiratore per la Destra conservatrice e per i movimenti cattolico-fondamentalisti avversi all’attuale Papa – ma la sensazione è effettivamente che attorno a Papa Francesco il clima non sia dei più sereni.
Tant’è che alla fine l’editorialista ha concluso suggerendo che alcuni: “Ipotizzano dimissioni allo scoccare degli 80 anni (fra un mese), cosa che spiegherebbe questo Concistoro fatto a novembre (in vista di un Conclave)“. Anche se lo stesso Socci ha successivamente ammesso che l’ipotesi di una prosecuzione del mandato anche dopo gli 80 anni sia ad oggi quella più verosimile.
lunedì 21 novembre 2016
Cancro, ragazzina chiede ibernazione post mortem: sentenza shock
La speranza è l’ultima a morire: un detto tanto antico quanto giusto; e chissà se non sia stata proprio questa massima ad ispirare la decisione di una giovane ragazzina inglese – di appena 14 anni ed affetta da una grave forma tumorale – di farsi ibernare dopo la sua morte.
Ibernare per lasciare una speranza – paradossalmente – di vita: ecco ciò che ha spinto la giovane ragazza a richiedere formalmente un’ibernazione post mortem; una speranza per, chissà magari tra cento anni quando si sarà trovata una cura per il cancro, ritornare nuovamente a vivere. Con una lettera – molto toccante, ma altrettanto chiara – mandata ai giudici, la 14enne prima di morire ha messo nero su bianco le sue ultime volontà, cioè quelle che alla sua morte il suo corpo non venisse seppellito, bensì messo da parte. Una scelta nata anche dagli studi approfonditi che la stessa ragazza aveva fatto sulla criogenesi, una tecnica – piuttosto controversa – che permette di conservare un corpo a temperature bassissime.
I giudici dell’Alta Corte di Londra, dopo averla ascoltata personalmente prima del suo decesso e valutato attentamenti tutti i termini legali della delicata questione, hanno emesso una storica sentenza, acconsentendo alla volontà espressa dalla ragazza. Un giudizio che ha visto schierarsi in posizioni opposte i genitori della 14enne, con una madre schierata accanto alla figlia e un padre di parere decisamente contrario. La decisione è stata presa poco prima della morte della ragazza, che è avvenuta nell’ottobre scorso, ma resa pubblica solo ora, per consentire di trasferire il corpo negli Stati Uniti in assoluto anonimato.
Negli USA esistono società specializzate proprio in questo tipo di attività, cioè ibernazione dei corpi ad un costo tutto sommato ragionevole pari a circa quaranta mila sterline. Servizi che possono essere indispensabili per chi, come la 14enne, non vuole perdere la speranza di una vita futura, anche fosse tra cent’anni.
Ibernare per lasciare una speranza – paradossalmente – di vita: ecco ciò che ha spinto la giovane ragazza a richiedere formalmente un’ibernazione post mortem; una speranza per, chissà magari tra cento anni quando si sarà trovata una cura per il cancro, ritornare nuovamente a vivere. Con una lettera – molto toccante, ma altrettanto chiara – mandata ai giudici, la 14enne prima di morire ha messo nero su bianco le sue ultime volontà, cioè quelle che alla sua morte il suo corpo non venisse seppellito, bensì messo da parte. Una scelta nata anche dagli studi approfonditi che la stessa ragazza aveva fatto sulla criogenesi, una tecnica – piuttosto controversa – che permette di conservare un corpo a temperature bassissime.
I giudici dell’Alta Corte di Londra, dopo averla ascoltata personalmente prima del suo decesso e valutato attentamenti tutti i termini legali della delicata questione, hanno emesso una storica sentenza, acconsentendo alla volontà espressa dalla ragazza. Un giudizio che ha visto schierarsi in posizioni opposte i genitori della 14enne, con una madre schierata accanto alla figlia e un padre di parere decisamente contrario. La decisione è stata presa poco prima della morte della ragazza, che è avvenuta nell’ottobre scorso, ma resa pubblica solo ora, per consentire di trasferire il corpo negli Stati Uniti in assoluto anonimato.
Negli USA esistono società specializzate proprio in questo tipo di attività, cioè ibernazione dei corpi ad un costo tutto sommato ragionevole pari a circa quaranta mila sterline. Servizi che possono essere indispensabili per chi, come la 14enne, non vuole perdere la speranza di una vita futura, anche fosse tra cent’anni.
Giubileo della Misericordia: Papa Francesco chiude l’ultima porta
Papa Francesco, in silenzio si è fermato a pregare, poi, tirando le ante, ha chiuso i battenti della Porta Santa in San Pietro, come da prassi l’ultima ad essere chiusa e a porre fine al Giubileo della Misericordia. Il Papa era entrato in processione nell’atrio della grande Basilica di San Pietro, già con i paramenti liturgici, mentre il coro cantava l’inno del giubileo “Misericordes sicut Pater”. Decine di migliaia di persone radunate in Piazza San Pietro per il rito di chiusura, e per la Santa Messa.
La “strada della croce”, via della regalità di Gesù, è stato l’argomento della riflessione del Papa, suggerito dalla solennità di Cristo Re. Nell’omelia, il Santo Padre ha ricordato che “tanti pellegrini hanno varcato le Porte Sante e, fuori del fragore delle cronache, hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo, e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia. E proseguiamo questo nostro cammino, insieme”. Tante volte siamo portati a ricercate le sicurezze che il mondo ci offre, mostrandoci una via più facile e più veloce che quella della croce. Ma il modo di operare di Dio è molto diverso. “Quest’Anno della Misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale“, ha ricordato Papa Bergoglio.
Papa Bergoglio ha preso in esame i diversi atteggiamenti nei confronti di Gesù crocifisso, così lontano dalla figura di un re. Sotto la croce del Cristo, c’era il popolo che stava a guardare, un gruppo di persone che stava poco distante dalla croce, e un malfattore crocifisso accanto a lui.
Gesù, invitato a scendere, non cede alla “tentazione di scendere dalla croce” e, in questo modo, dimostra il proprio potere, che non è un potere di forza, di gloria, o di successo. “È la tentazione – ha insistito papa Francesco – più terribile, la prima e l’ultima del Vangelo. Ma di fronte a questo attacco al proprio modo di essere, Gesù non parla, non reagisce. Non si difende, non prova a convincere, non fa un’apologetica della sua regalità”. È un invito a lottare contro questa tentazione, e a fissare lo sguardo su Gesù in Croce, nel desiderio di essergli fedeli, di non scendere dalla croce. “Potere e successo” sembrano una via facile anche per l’evangelizzazione.
Si chiude il “tempo di misericordia” del giubileo, che invita i cristiani a vedere il vero volto di Cristo, e a “riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è accogliente, libera, fedele, povera nei mezzi, e ricca nell’amore, missionaria. La misericordia, portandoci al cuore del Vangelo, ci esorta anche – ha commentato papa Francesco – a rinunciare ad abitudini e consuetudini che possono ostacolare il servizio al regno di Dio; a trovare il nostro orientamento solo nella perenne e umile regalità di Gesù, non nell’adeguamento alle precarie regalità e ai mutevoli poteri di ogni epoca”.
Alla cerimonia di chiusura del Giubileo della Misericordia, era presente una delegazione italiana, guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e dal premier Matteo Renzi.
Oltre a quella italiana, hanno fatto sentire la loro vicinanza altre 10 delegazioni che rappresentavano la Repubblica Centrafricana, Mauritius, l’Albania, il Belgio, la Spagna, il Brasile, il Messico, il Venezuela, la Malaysia, e la Siria.
La “strada della croce”, via della regalità di Gesù, è stato l’argomento della riflessione del Papa, suggerito dalla solennità di Cristo Re. Nell’omelia, il Santo Padre ha ricordato che “tanti pellegrini hanno varcato le Porte Sante e, fuori del fragore delle cronache, hanno gustato la grande bontà del Signore. Ringraziamo per questo, e ricordiamoci che siamo stati investiti di misericordia per rivestirci di sentimenti di misericordia, per diventare noi pure strumenti di misericordia. E proseguiamo questo nostro cammino, insieme”. Tante volte siamo portati a ricercate le sicurezze che il mondo ci offre, mostrandoci una via più facile e più veloce che quella della croce. Ma il modo di operare di Dio è molto diverso. “Quest’Anno della Misericordia ci ha invitato a riscoprire il centro, a ritornare all’essenziale“, ha ricordato Papa Bergoglio.
Papa Bergoglio ha preso in esame i diversi atteggiamenti nei confronti di Gesù crocifisso, così lontano dalla figura di un re. Sotto la croce del Cristo, c’era il popolo che stava a guardare, un gruppo di persone che stava poco distante dalla croce, e un malfattore crocifisso accanto a lui.
Gesù, invitato a scendere, non cede alla “tentazione di scendere dalla croce” e, in questo modo, dimostra il proprio potere, che non è un potere di forza, di gloria, o di successo. “È la tentazione – ha insistito papa Francesco – più terribile, la prima e l’ultima del Vangelo. Ma di fronte a questo attacco al proprio modo di essere, Gesù non parla, non reagisce. Non si difende, non prova a convincere, non fa un’apologetica della sua regalità”. È un invito a lottare contro questa tentazione, e a fissare lo sguardo su Gesù in Croce, nel desiderio di essergli fedeli, di non scendere dalla croce. “Potere e successo” sembrano una via facile anche per l’evangelizzazione.
Si chiude il “tempo di misericordia” del giubileo, che invita i cristiani a vedere il vero volto di Cristo, e a “riscoprire il volto giovane e bello della Chiesa, che risplende quando è accogliente, libera, fedele, povera nei mezzi, e ricca nell’amore, missionaria. La misericordia, portandoci al cuore del Vangelo, ci esorta anche – ha commentato papa Francesco – a rinunciare ad abitudini e consuetudini che possono ostacolare il servizio al regno di Dio; a trovare il nostro orientamento solo nella perenne e umile regalità di Gesù, non nell’adeguamento alle precarie regalità e ai mutevoli poteri di ogni epoca”.
Alla cerimonia di chiusura del Giubileo della Misericordia, era presente una delegazione italiana, guidata dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e dal premier Matteo Renzi.
Oltre a quella italiana, hanno fatto sentire la loro vicinanza altre 10 delegazioni che rappresentavano la Repubblica Centrafricana, Mauritius, l’Albania, il Belgio, la Spagna, il Brasile, il Messico, il Venezuela, la Malaysia, e la Siria.
domenica 20 novembre 2016
Esplode una villetta a Firenze: muore una donna
Una villetta è crollata a Firenze provocando la morte di una persona.
Sulle colline di Bagno a Ripoli, un forte boato ha distrutto una famiglia: a perdere la vita è stata la madre di due bambine di 7 e 10 anni. Grazie ai soccorritori, le due piccole sono state salvate insieme al padre, e hanno riportato solo qualche ustione e, forse, un’intossicazione.
Il marito della donna è proprietario di un negozio di animali: a salvarlo dalle macerie, sono stati i vigili del fuoco. Secondo le prime testimonianze, una delle bambine è riuscita a salvarsi con l’aiuto delle proprie forze. Subito dopo la loro estrazione dalle macerie, i superstiti sono stati trasportati in due ospedali diversi: le bambine al Meyer e il padre al Careggi. La famiglia era appena tornata a casa e, quando sono stati trasportati in ospedale, erano pienamente coscienti. Sembra che, a causare il crollo della casa, distruggendola completamente, sia stata una fuga di gas, che ha provocato una forte esplosione. A soccorrere la famiglia, sono state tre squadre di vigili del fuoco, i carabinieri, i medici del 118, e la protezione civile.
La villetta era un’abitazione unifamiliare composta da piano terra e primo piano. I testimoni hanno raccontato di aver sentito il boato dell’esplosione fin da lontano, e i vicini non hanno esitato a scendere in campo per aiutare i soccorritori a togliere le macerie per liberare il campo. Il sindaco della città ha confermato come i soccorsi siano stati velocissimi, anche se – purtroppo – c’era poco da fare. L’esplosione ha distrutto tutto, e ha danneggiato anche alcune case circostanti.
Sulle colline di Bagno a Ripoli, un forte boato ha distrutto una famiglia: a perdere la vita è stata la madre di due bambine di 7 e 10 anni. Grazie ai soccorritori, le due piccole sono state salvate insieme al padre, e hanno riportato solo qualche ustione e, forse, un’intossicazione.
Il marito della donna è proprietario di un negozio di animali: a salvarlo dalle macerie, sono stati i vigili del fuoco. Secondo le prime testimonianze, una delle bambine è riuscita a salvarsi con l’aiuto delle proprie forze. Subito dopo la loro estrazione dalle macerie, i superstiti sono stati trasportati in due ospedali diversi: le bambine al Meyer e il padre al Careggi. La famiglia era appena tornata a casa e, quando sono stati trasportati in ospedale, erano pienamente coscienti. Sembra che, a causare il crollo della casa, distruggendola completamente, sia stata una fuga di gas, che ha provocato una forte esplosione. A soccorrere la famiglia, sono state tre squadre di vigili del fuoco, i carabinieri, i medici del 118, e la protezione civile.
La villetta era un’abitazione unifamiliare composta da piano terra e primo piano. I testimoni hanno raccontato di aver sentito il boato dell’esplosione fin da lontano, e i vicini non hanno esitato a scendere in campo per aiutare i soccorritori a togliere le macerie per liberare il campo. Il sindaco della città ha confermato come i soccorsi siano stati velocissimi, anche se – purtroppo – c’era poco da fare. L’esplosione ha distrutto tutto, e ha danneggiato anche alcune case circostanti.
venerdì 18 novembre 2016
Terremoto, il Papa fra le macerie
Con i bambini. Il Pontefice, arrivato in mattinata ad Amatrice, accompagnato dal vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili, ha incontrato i bambini della scuola. Il Papa è stato accolto dagli studenti delle elementari e delle medie che gli hanno donato alcuni disegni. Francesco li ha abbracciati e salutati uno ad uno. Quindi si è intrattenuto per ascoltare i racconti dei ragazzi. Poi si è fermato, da solo e in silenzio, davanti alle macerie per pregare.
Iscriviti a:
Post (Atom)









