Sabato sera, nel posticipo della 13esima giornata di Serie A giocatosi allo Stadium, la Juventus ha avuto la meglio sul Pescara con un perentorio 3-0. E fin qui nulla di particolare, se non fosse che all’84esimo minuto è entrato in campo un giovane calciatore, di origini ivoriane ma italianissimo di nascita (essendo nato a Vercelli 16 anni fa) di nome Moise Kean, ovvero il primo calciatore nato nel 2000 ad esordire in Serie A.
Si tratta di un ragazzo proveniente dalla “cantera” bianconera, di cui si dice un gran bene. Kean è il prototipo del centravanti moderno, che abbina grandi doti atletiche di velocità e potenza ad una tecnica superiore e ad un fiuto del gol notevole. Questo ragazzo è comunque abituato a bruciare le tappe, in quanto anche a livello giovanile ha sempre giocato “sotto età”, confrontandosi cioè sempre con ragazzi più grandi di lui, segnando caterve di gol. Quest’anno era stato promosso in pianta stabile nella Primavera di Fabio Grosso, andando a sostituire un altro ottimo centravanti che l’anno scorso ha fatto benissimo in bianconero: quell’Andrea Favilli da Livorno che oggi gioca in B con l’Ascoli. Tuttavia gli infortuni di lunga durata di Dybala e di Pjaca hanno convinto mister Allegri ad aggregarlo alla prima squadra già da qualche partita. E così sabato sera è arrivato il gran giorno, con il debutto di questo ragazzino che tutti dicono sia un predestinato. A partire dal suo procuratore, quel Mino Raiola già protagonista degli affari Nedved, Ibrahimovic, Balotelli e Pogba… La Juventus, con l’AD Marotta, ha già fatto sapere al potente manager di non voler rinunciare a Moise e di voler puntare su di lui nel prossimo futuro, sperando che si tratti di un “nuovo Balotelli” solo dal punto di vista sportivo e non da un punto di vista caratteriale e comportamentale, con le famose “balotellate”.
Con l’infortunio dell’ultima ora di Higuain, Kean avrà anche la possibilità di debuttare martedì sera in Champions contro il Siviglia, diventando anche il più giovane juventino a debuttare nella massima competizione europea, nella centenaria storia del club bianconero.
Senza dimenticare la già radiosa carriera nelle giovanili della Nazionale italiana, con questo ragazzo già autore di 10 reti in 21 incontri tra Under 15, U16 e U17.
domenica 27 novembre 2016
Risotto con zucca, funghi porcini e speck
Preparazione:
Per realizzare il risotto con zucca, funghi porcini e speck innanzitutto mettete a rinvenire i funghi porcini secchi in poca acqua tiepida per circa 15-20 minuti. Trascorso questo tempo, strizzate i funghi e tritateli grossolanamente.
A parte tritate finemente 1/4 di cipolla bianca e trasferitela in una pentola a sponde alte insieme all’olio extravergine d’oliva. Accendete il fuoco a fiamma moderata e lasciate appassire la cipolla, mescolando di tanto in tanto. Quando la cipolla diventa dorata aggiungete il riso e fatelo tostare per bene.
A questo punto aggiungete anche la zucca tagliata a cubetti piccoli e successivamente i funghi porcini. Mescolate con cura e fate saltare a fiamma vivace per un paio di minuti, dopo di che sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Quando il vino è evaporato del tutto, aggiungete 3-4 mestoli di brodo vegetale bollente e proseguite la cottura per circa 15-20 minuti.
A metà cottura aggiungete anche lo speck tagliato a cubetti piccoli, mescolate e completate la cottura mescolando frequentemente. Quando il risotto sarà cotto, togliete la pentola dal fuoco e mantecate con una noce di burro. Servite il risotto ben caldo, decorando i piatti con un trito di prezzemolo fresco. In alternativa potete preparare un risotto alla zucca o un risotto ai funghi.
Per realizzare il risotto con zucca, funghi porcini e speck innanzitutto mettete a rinvenire i funghi porcini secchi in poca acqua tiepida per circa 15-20 minuti. Trascorso questo tempo, strizzate i funghi e tritateli grossolanamente.
A parte tritate finemente 1/4 di cipolla bianca e trasferitela in una pentola a sponde alte insieme all’olio extravergine d’oliva. Accendete il fuoco a fiamma moderata e lasciate appassire la cipolla, mescolando di tanto in tanto. Quando la cipolla diventa dorata aggiungete il riso e fatelo tostare per bene.
A questo punto aggiungete anche la zucca tagliata a cubetti piccoli e successivamente i funghi porcini. Mescolate con cura e fate saltare a fiamma vivace per un paio di minuti, dopo di che sfumate con il vino bianco e lasciatelo evaporare. Quando il vino è evaporato del tutto, aggiungete 3-4 mestoli di brodo vegetale bollente e proseguite la cottura per circa 15-20 minuti.
A metà cottura aggiungete anche lo speck tagliato a cubetti piccoli, mescolate e completate la cottura mescolando frequentemente. Quando il risotto sarà cotto, togliete la pentola dal fuoco e mantecate con una noce di burro. Servite il risotto ben caldo, decorando i piatti con un trito di prezzemolo fresco. In alternativa potete preparare un risotto alla zucca o un risotto ai funghi.
Muore il rivoluzionario cubano Fidel Castro
Il leader comunista Fidel Castro è morto verso le 22:30 a Cuba (ore 4:30 in Italia) dopo che aveva lasciato l’incarico come presidente per motivi di salute.
A dare il triste annuncio è stato il fratello Raul Castro che ha deciso di informare la gente tramite la tv cubana e con commozione ha detto: “Caro popolo di Cuba, é con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, é deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”. Inoltre, Raul Castro espone le volontà di Fidel dopo la morte: “Nel compiere l’espressa volontà del compagno Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26. La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un’informazione dettagliata sull’organizzazione dell’omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della Revolucion Cubana”. Infine, il fratello conclude con Hasta la victoria siempre, il motto tipico della rivoluzione cubana. Un uomo considerato un eroe per i comunisti e per i rivoluzionari, mentre per i nemici un dittatore da respingere. Un comandante che si è imposto contro il potere superiore degli Stati Uniti d’America, dando un esempio di liberazione anche agli altri Paesi che si ritrovavano in una situazione di sottomissione.
Fidel Castro è nato il 13 agosto 1926 ed è stato per oltre 50 anni primo ministro di Cuba dopo una vita ribelle iniziata fin da ragazzo. Faceva parte della borghesia cubana con un dottorato in legge e con i suoi compagni, tra cui Che Guevara, apre un nuovo mondo nell’isola cubana.
Si ricorda l’evento trionfale dell’8 gennaio 1959 dove il giovane comandante compare in piedi con divisa su di una Jeep con l’assunzione ufficiale come Comandante in Capo delle Forze Armate.
Il potere di Fidel Castro poteva essere un grosso problema per gli Stati Uniti tanto che Cuba viene considerata, specialmente nel periodo della Guerra fredda, una zona sensibile per l’America.
La crisi dei missili russi che stavano per approdare sulle coste cubane per invadere e creare una base strategica a Cuba per poi attaccare gli Stati Uniti viene considerata una delle pagine nere della storia del mondo. Se non fosse stato per Papa Giovanni XXIII si scatenava una guerra con missili nucleari da parte di John Fitzgerald Kennedy e di Nikita Sergeevič Chruščёv.
La gente in questo momento ricorda il comandante Fidel Castro con frasi nei vari social e secondo alcuni si chiude un lungo e spaventoso capitolo della storia.
A dare il triste annuncio è stato il fratello Raul Castro che ha deciso di informare la gente tramite la tv cubana e con commozione ha detto: “Caro popolo di Cuba, é con profondo dolore che compaio per informare il nostro popolo, gli amici della Nostra America e del mondo, che oggi 25 novembre del 2016, alle 10.29, ore della notte, é deceduto il comandante in capo della Rivoluzione Cubana Fidel Castro Ruz”. Inoltre, Raul Castro espone le volontà di Fidel dopo la morte: “Nel compiere l’espressa volontà del compagno Fidel i suoi resti saranno cremati sabato 26. La commissione che organizzerà i funerali darà al nostro popolo un’informazione dettagliata sull’organizzazione dell’omaggio postumo che verrà tributato al fondatore della Revolucion Cubana”. Infine, il fratello conclude con Hasta la victoria siempre, il motto tipico della rivoluzione cubana. Un uomo considerato un eroe per i comunisti e per i rivoluzionari, mentre per i nemici un dittatore da respingere. Un comandante che si è imposto contro il potere superiore degli Stati Uniti d’America, dando un esempio di liberazione anche agli altri Paesi che si ritrovavano in una situazione di sottomissione.
Fidel Castro è nato il 13 agosto 1926 ed è stato per oltre 50 anni primo ministro di Cuba dopo una vita ribelle iniziata fin da ragazzo. Faceva parte della borghesia cubana con un dottorato in legge e con i suoi compagni, tra cui Che Guevara, apre un nuovo mondo nell’isola cubana.
Si ricorda l’evento trionfale dell’8 gennaio 1959 dove il giovane comandante compare in piedi con divisa su di una Jeep con l’assunzione ufficiale come Comandante in Capo delle Forze Armate.
Il potere di Fidel Castro poteva essere un grosso problema per gli Stati Uniti tanto che Cuba viene considerata, specialmente nel periodo della Guerra fredda, una zona sensibile per l’America.
La crisi dei missili russi che stavano per approdare sulle coste cubane per invadere e creare una base strategica a Cuba per poi attaccare gli Stati Uniti viene considerata una delle pagine nere della storia del mondo. Se non fosse stato per Papa Giovanni XXIII si scatenava una guerra con missili nucleari da parte di John Fitzgerald Kennedy e di Nikita Sergeevič Chruščёv.
La gente in questo momento ricorda il comandante Fidel Castro con frasi nei vari social e secondo alcuni si chiude un lungo e spaventoso capitolo della storia.
Nio EP9, la supercar elettrica più veloce, bella e costosa al mondo
Saatchy è un’importante galleria d’arte londinese specializzata in esposizioni di artisti contemporanei che, in questi giorni, in via del tutto eccezionale, ha concesso di ammirare un frutto alquanto originale dell’ingegno umano: la Nio EP9, una supercar elettrica cinese che, oltre ad essere bellissima, è anche il veicolo elettrico più veloce al mondo.
Nio EP9, sebbene poco nota, non sbuca fuori dal nulla: a realizzarla è stata NexEV, azienda cinese specializzata in veicoli elettrici che, tra i suoi numerosi investitori, può vantare anche grossi nomi del calibro di Tencent Holdings Limited, il gigante del web noto per aver creato il messenger “WeChat”. Anche il background tecnico, oltre ai “natali illustri”, vi è tutto: gran parte delle soluzioni motoristiche e di sicurezza portate in dote alla Nio EP9 provengono dal veicolo (guidato da Nelson Piquet Jr) con cui NexEV ha vinto il campionato riservato alle auto sportive elettriche, la Formula E. A livello strutturale, la Nio EP9 ha la classica silhouette da supercar con due ampie prese d’aria sull’avantreno e, ai lati, due portiere che si aprono ad “ali di gabbiano”: una volta entrati nell’abitacolo, si rimane stupiti dalla quasi totale assenza di comandi fisici, sostituiti da ben 4 display. Di questi, uno è collocato sul volante e, in sostanza, sostituisce la plancia degli strumenti, un altro è posto sulla consolle ed ha sviluppo verticale, un terzo è posto – con estensione orizzontale – davanti al passeggero anteriore e, infine, un quarto è alloggiato sul retro. Ovviamente, trattandosi ancora di una show car, non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito alle implementazioni puramente hi-tech del veicolo. Più che altro, in sede di esposizione, ci si è concentrati sul lato motoristico. Sotto questo punto di vista, la Nio EP9 monta 4 motori elettrici che, messi a lavorare assieme, scaricano su strada la bellezza di 1300 cavalli vapore complessivi. Questo, traslato in termini prestazionali, si traduce in performance degne di “rivali” prestigiose quali, appunto, la Porsche 918, e la McLaren P1: la Nio EP9 sprinta da 0 a 100 km in 2.7 secondi e, per centrare i 200 km/h non ci mette più di 7.1 secondi. Appena 15.9, poi, ce ne vogliono per centrare i 300 km/h. Il massimo a cui può arrivare questo gioiello è decisamente notevole, con i suoi 313 chilometri all’ora. Chi temesse per la propria sicurezza, o di “prendere il volo”, può tranquillizzarsi. Come detto, anche le feature di sicurezza della Nio EP9 provengono dalle competizioni in Formula E: sul retro è presente un ragguardevole alettone che, oltre a consentire le performance citate in rettilineo, genera anche una forza di deportanza molto utile nel tenere il veicolo incollato al suolo in curva. Nel complesso, poi, l’adesione del veicolo al suolo è conseguita anche con un ottimo escamotage ingegneristico: in tandem con l’alettone di cui sopra, opera anche un lungo diffusore posto sotto tutto il pianale dell’auto. Il risultato è così soddisfacente che, in curva, ci si può permettere un’accelerazione di ben 2.53G e, in gara, al Nurburgring Nordschleife, la Nio EP9 è riuscita a completare un giro in soli 7 minuti e 5.12 secondi (record su pista).
Sempre restando nel novero delle performance, giova ricordare che la Nio EP9 è da record anche nel ricaricare le sue batterie: secondo quanto dichiarato dalla NexEV, la Nio EP9 si ricarica del tutto in 45 minuti e, da quel momento, è in grado di garantire un’autonomia di ben 427 km (in condizioni di percorrenza ideali).
Purtroppo, tutto ciò ha un prezzo. E salato. Ogni esemplare della Nio EP9 costerà uno sproposito: 1.2 milioni di euro. Non stupisce, quindi, il fatto che ne saranno prodotti solo 6 esemplari che finiranno tutti nel mercato cinese: solo dopo, eventualmente, si penserà a Stati Uniti, Regno Unito ed Europa.
Nio EP9, sebbene poco nota, non sbuca fuori dal nulla: a realizzarla è stata NexEV, azienda cinese specializzata in veicoli elettrici che, tra i suoi numerosi investitori, può vantare anche grossi nomi del calibro di Tencent Holdings Limited, il gigante del web noto per aver creato il messenger “WeChat”. Anche il background tecnico, oltre ai “natali illustri”, vi è tutto: gran parte delle soluzioni motoristiche e di sicurezza portate in dote alla Nio EP9 provengono dal veicolo (guidato da Nelson Piquet Jr) con cui NexEV ha vinto il campionato riservato alle auto sportive elettriche, la Formula E. A livello strutturale, la Nio EP9 ha la classica silhouette da supercar con due ampie prese d’aria sull’avantreno e, ai lati, due portiere che si aprono ad “ali di gabbiano”: una volta entrati nell’abitacolo, si rimane stupiti dalla quasi totale assenza di comandi fisici, sostituiti da ben 4 display. Di questi, uno è collocato sul volante e, in sostanza, sostituisce la plancia degli strumenti, un altro è posto sulla consolle ed ha sviluppo verticale, un terzo è posto – con estensione orizzontale – davanti al passeggero anteriore e, infine, un quarto è alloggiato sul retro. Ovviamente, trattandosi ancora di una show car, non sono stati forniti ulteriori dettagli in merito alle implementazioni puramente hi-tech del veicolo. Più che altro, in sede di esposizione, ci si è concentrati sul lato motoristico. Sotto questo punto di vista, la Nio EP9 monta 4 motori elettrici che, messi a lavorare assieme, scaricano su strada la bellezza di 1300 cavalli vapore complessivi. Questo, traslato in termini prestazionali, si traduce in performance degne di “rivali” prestigiose quali, appunto, la Porsche 918, e la McLaren P1: la Nio EP9 sprinta da 0 a 100 km in 2.7 secondi e, per centrare i 200 km/h non ci mette più di 7.1 secondi. Appena 15.9, poi, ce ne vogliono per centrare i 300 km/h. Il massimo a cui può arrivare questo gioiello è decisamente notevole, con i suoi 313 chilometri all’ora. Chi temesse per la propria sicurezza, o di “prendere il volo”, può tranquillizzarsi. Come detto, anche le feature di sicurezza della Nio EP9 provengono dalle competizioni in Formula E: sul retro è presente un ragguardevole alettone che, oltre a consentire le performance citate in rettilineo, genera anche una forza di deportanza molto utile nel tenere il veicolo incollato al suolo in curva. Nel complesso, poi, l’adesione del veicolo al suolo è conseguita anche con un ottimo escamotage ingegneristico: in tandem con l’alettone di cui sopra, opera anche un lungo diffusore posto sotto tutto il pianale dell’auto. Il risultato è così soddisfacente che, in curva, ci si può permettere un’accelerazione di ben 2.53G e, in gara, al Nurburgring Nordschleife, la Nio EP9 è riuscita a completare un giro in soli 7 minuti e 5.12 secondi (record su pista).
Sempre restando nel novero delle performance, giova ricordare che la Nio EP9 è da record anche nel ricaricare le sue batterie: secondo quanto dichiarato dalla NexEV, la Nio EP9 si ricarica del tutto in 45 minuti e, da quel momento, è in grado di garantire un’autonomia di ben 427 km (in condizioni di percorrenza ideali).
Purtroppo, tutto ciò ha un prezzo. E salato. Ogni esemplare della Nio EP9 costerà uno sproposito: 1.2 milioni di euro. Non stupisce, quindi, il fatto che ne saranno prodotti solo 6 esemplari che finiranno tutti nel mercato cinese: solo dopo, eventualmente, si penserà a Stati Uniti, Regno Unito ed Europa.
Rocky: il film cult ha appena festeggiato 40 anni
Nella storia del cinema diversi film hanno raccontato le gesta di grandi pugili, ma nessun personaggio è riuscito ad appassionare il pubblico come Rocky.
Il celebre boxer italo-americano uscito dalla penna di Sylvester Stallone debuttò sul grande schermo il 21 novembre 1976, e raggiunse immediatamente un successo planetario. Anche lo stesso Stallone, all’epoca per lo più sconosciuto al grande pubblico, divenne una star popolarissima ed acclamata. Per la sceneggiatura l’attore holliwoodiano si era ispirato all’incontro di boxe tra il grande Muhammad Ali e Chuck Wepner, un pugile semisconosciuto agli appassionati sportivi. La pellicola che vede come protagonista “lo stallone italiano” fu girata in soli 28 giorni e con un budget di poco più di un milione di dollari. La storia narra di un pugile spiantato ed incostante che sul ring non ha mai raccolto grandi successi. La stoffa non gli manca, ma la sua volubilità lo porta a lavorare come esattore di un gangster della periferia di Filadelfia. La vita gli offre però una opportunità che potrebbe cambiargli il futuro. Per festeggiare il bicentenario degli Stati Uniti d’America, giunge a Filadelfia Apollo Creed, imbattuto campione del mondo dei pesi massimi, il quale deciderà di mettere in palio il suo titolo con un pugile della città. Rocky accetterà la sfida e per lui sarà l’inizio di una seconda giovinezza nel mondo della box. Contrariamente a quanto si possa credere, la pellicola non è incentrata sui temi meramente sportivi: l’intento è infatti quello di far risaltare gli aspetti psicologici e sentimentali del protagonista. Con questa interpretazione Sylvester Stallone divenne il terzo nella storia del cinema internazionale a ricevere la contemporanea nomination all’oscar come attore e come sceneggiatore: prima di lui solo altri due grandi del cinema come Charlie Chaplin e Orson Welles erano riusciti a fare altrettanto. Rocky si aggiudicò tre statuette come miglior film, miglior regia e miglior montaggio. Celebre rimarranno anche le colonne sonore che hanno fatto da sfondo alle vicende del pugile di Filadelfia. Il film cult riuscì ad incassare qualcosa come 225 milioni di dollari; nel 1998 l’American Film Institute lo ha inserito nella classifica dei migliori 100 film statunitensi. Nel 2006 è stato scelto per essere preservato all’interno del National Film Registry della Biblioteca del Congresso. Niente male per un film che ha già sulle spalle la bellezza di 40 anni.
Il celebre boxer italo-americano uscito dalla penna di Sylvester Stallone debuttò sul grande schermo il 21 novembre 1976, e raggiunse immediatamente un successo planetario. Anche lo stesso Stallone, all’epoca per lo più sconosciuto al grande pubblico, divenne una star popolarissima ed acclamata. Per la sceneggiatura l’attore holliwoodiano si era ispirato all’incontro di boxe tra il grande Muhammad Ali e Chuck Wepner, un pugile semisconosciuto agli appassionati sportivi. La pellicola che vede come protagonista “lo stallone italiano” fu girata in soli 28 giorni e con un budget di poco più di un milione di dollari. La storia narra di un pugile spiantato ed incostante che sul ring non ha mai raccolto grandi successi. La stoffa non gli manca, ma la sua volubilità lo porta a lavorare come esattore di un gangster della periferia di Filadelfia. La vita gli offre però una opportunità che potrebbe cambiargli il futuro. Per festeggiare il bicentenario degli Stati Uniti d’America, giunge a Filadelfia Apollo Creed, imbattuto campione del mondo dei pesi massimi, il quale deciderà di mettere in palio il suo titolo con un pugile della città. Rocky accetterà la sfida e per lui sarà l’inizio di una seconda giovinezza nel mondo della box. Contrariamente a quanto si possa credere, la pellicola non è incentrata sui temi meramente sportivi: l’intento è infatti quello di far risaltare gli aspetti psicologici e sentimentali del protagonista. Con questa interpretazione Sylvester Stallone divenne il terzo nella storia del cinema internazionale a ricevere la contemporanea nomination all’oscar come attore e come sceneggiatore: prima di lui solo altri due grandi del cinema come Charlie Chaplin e Orson Welles erano riusciti a fare altrettanto. Rocky si aggiudicò tre statuette come miglior film, miglior regia e miglior montaggio. Celebre rimarranno anche le colonne sonore che hanno fatto da sfondo alle vicende del pugile di Filadelfia. Il film cult riuscì ad incassare qualcosa come 225 milioni di dollari; nel 1998 l’American Film Institute lo ha inserito nella classifica dei migliori 100 film statunitensi. Nel 2006 è stato scelto per essere preservato all’interno del National Film Registry della Biblioteca del Congresso. Niente male per un film che ha già sulle spalle la bellezza di 40 anni.
venerdì 25 novembre 2016
Gp Brasile: vince Hamilton, tutto rimandato ad Abu Dhabi
Sarà l’ultimo Gran Premio, in programma il 27 novembre ad Abu Dhabi, ad assegnare il titolo mondiale 2016 tra i due corridori della Mercedes, Nico Rosberg e Lewis Hamilton. Nel Gran Premio del Brasile succede di tutto a causa della pioggia, ma le due frecce d’argento riescono comunque a fare doppietta, con l’inglese che vince la nona gara stagionale, terza consecutiva e si porta a -12 dal tedesco, a cui basterà salire sul podio nell’ultima gara per conquistare il suo primo titolo iridato.
Subito emozioni prima dello start con la Haas di Romain Grosjean che termina fuori pista nel giro di ricognizione e costringe la direzione di gara a far iniziare la gara in regime di Safety Car. Dopo i primi 7 giri di corsa neutralizzata, inizia la gara vera con le due Mercedes che mantengono le prime due posizioni e la Red Bull di Max Verstappen che inizia il suo show, prendendosi il terzo posto ai danni della Ferrari di Kimi Raikkonen. La pista bagnata continua a condizionare la gara provocando il testa coda della Ferrari di Sebastian Vettel e l’incidente della Sauber di Marcus Ericsson, che costringe la direzione di gara a far rientrare la Safety Car. Al 21esimo giro incidente per Raikkonen e gara sospesa per rimuovere i detriti dalla pista. Dopo oltre mezzora di sospensione la gara riparte dietro la Safety Car, ma viene nuovamente fermata a causa della presenza di molta acqua sulla pista.
Dopo altri 40 minuti di sosta si riparte con Verstappen protagonista. L’olandese si prende il lusso di superare Rosberg e di piazzarsi al secondo posto, dietro Hamilton. Un errore di valutazione della Red Bull, che richiama Verstappen ai box per il cambio gomme, rischia di compromettere la gara del giovane pilota vincitore del Gran Premio di Spagna, che al rientro in pista inizia una spettacolare rimonta dall’undicesimo al terzo posto finale, dietro le due frecce d’argento.
Subito ai piedi del podio si piazza Sergio Perez (Force India) quarto, davanti a Sebastian Vettel (Ferrari). Concludono a punti, nell’ordine, anche Carlos Sainz jr (Toro Rosso), Nikolas Hulkenberg (Force India), Daniel Ricciardo (Red Bull), Felipe Nasr (Sauber) e Fernando Alonso (Mclaren). Ritirato al 50esimo giro l’idolo di casa Felipe Massa, all’ultimo Gran Premio davanti al proprio pubblico.
Fra due settimane l’epilogo della stagione ad Abu Dhabi con Nico Rosberg che dovrà difendere il suo esiguo vantaggio nei confronti di Lewis Hamiltom.
Classifica mondiale piloti dopo 20 gare: Rosberg 367 punti, Hamilton 355, Ricciardo 246, Vettel 197, Verstappen 192, Raikkonen 178
Classifica mondiale costruttori dopo 20 gare: Mercedes 722 punti, Red Bull 446, Ferrari 375, Force India 163
Subito emozioni prima dello start con la Haas di Romain Grosjean che termina fuori pista nel giro di ricognizione e costringe la direzione di gara a far iniziare la gara in regime di Safety Car. Dopo i primi 7 giri di corsa neutralizzata, inizia la gara vera con le due Mercedes che mantengono le prime due posizioni e la Red Bull di Max Verstappen che inizia il suo show, prendendosi il terzo posto ai danni della Ferrari di Kimi Raikkonen. La pista bagnata continua a condizionare la gara provocando il testa coda della Ferrari di Sebastian Vettel e l’incidente della Sauber di Marcus Ericsson, che costringe la direzione di gara a far rientrare la Safety Car. Al 21esimo giro incidente per Raikkonen e gara sospesa per rimuovere i detriti dalla pista. Dopo oltre mezzora di sospensione la gara riparte dietro la Safety Car, ma viene nuovamente fermata a causa della presenza di molta acqua sulla pista.
Dopo altri 40 minuti di sosta si riparte con Verstappen protagonista. L’olandese si prende il lusso di superare Rosberg e di piazzarsi al secondo posto, dietro Hamilton. Un errore di valutazione della Red Bull, che richiama Verstappen ai box per il cambio gomme, rischia di compromettere la gara del giovane pilota vincitore del Gran Premio di Spagna, che al rientro in pista inizia una spettacolare rimonta dall’undicesimo al terzo posto finale, dietro le due frecce d’argento.
Subito ai piedi del podio si piazza Sergio Perez (Force India) quarto, davanti a Sebastian Vettel (Ferrari). Concludono a punti, nell’ordine, anche Carlos Sainz jr (Toro Rosso), Nikolas Hulkenberg (Force India), Daniel Ricciardo (Red Bull), Felipe Nasr (Sauber) e Fernando Alonso (Mclaren). Ritirato al 50esimo giro l’idolo di casa Felipe Massa, all’ultimo Gran Premio davanti al proprio pubblico.
Fra due settimane l’epilogo della stagione ad Abu Dhabi con Nico Rosberg che dovrà difendere il suo esiguo vantaggio nei confronti di Lewis Hamiltom.
Classifica mondiale piloti dopo 20 gare: Rosberg 367 punti, Hamilton 355, Ricciardo 246, Vettel 197, Verstappen 192, Raikkonen 178
Classifica mondiale costruttori dopo 20 gare: Mercedes 722 punti, Red Bull 446, Ferrari 375, Force India 163
Muffin al limone con glassa al limone
Preparazione:
Per iniziare la preparazione dei muffin al limone con glassa al limone dovete partire dalle uova. Queste andranno lavorate con lo zucchero utilizzando una frusta o uno sbattitore elettrico fino a quando avranno raggiunto una consistenza ben morbida ed areata.
Aggiungete a filo il burro, che avrete precedentemente sciolto e lasciato da parte a freddare, ed il latte che deve essere a temperatura ambiente. Amalgamate per bene questi ingredienti e quando saranno stati incorporati perfettamente aggiungete anche gli ingredienti secchi, ovvero la farina, il lievito e la vanillina, che avrete precedentemente setacciato così da evitare la formazione di grumi. Amalgamate anche questi ingredienti e dedicatevi al limone.
Dovete dapprima grattugiare la scorza e poi estrarre il succo. Filtrare il succo per eliminare eventuali impurità e fate attenzione quando grattugiate la scorza per evitare di prelevare anche la parte bianca, che darebbe un retrogusto più amaro al vostro dolce.
Aggiungete sia il succo che la scorza di limone all’impasto e continuate ad amalgamare il tutto. Aggiungete anche una manciata di semi di papavero nelle quantità che preferite. Quando avrete ottenuto un composto perfettamente omogeneo e denso potete trasferire all’interno di appositi pirottini che avrete inserito all’interno dello stampo per muffin.
I pirottini andranno riempiti per circa 2/3 della loro capienza perché aumenteranno di volume durante la cottura. A questo punto i vostri muffin al limone sono pronti per essere messi in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti o fino a quando inizieranno a dorarsi in superficie.
Fate sempre la prova stuzzicadenti prima di sfornare.
Glassa al limone
Adesso che i vostri muffin sono pronti e si stanno raffreddando potete decidere di decorarli con una glassa al limone. Aggiungete insieme lo zucchero a velo ed il succo di limone ed amalgamate il tutto fino a quando avrete ottenuto un composto perfettamente denso e liscio.
Con questo andate a coprire i vostri muffin al limone o decorarli coprendoli solo in parte.
In alternativa potete preparare dei muffin alla Nutella o dei muffin al cioccolato.
Per iniziare la preparazione dei muffin al limone con glassa al limone dovete partire dalle uova. Queste andranno lavorate con lo zucchero utilizzando una frusta o uno sbattitore elettrico fino a quando avranno raggiunto una consistenza ben morbida ed areata.
Aggiungete a filo il burro, che avrete precedentemente sciolto e lasciato da parte a freddare, ed il latte che deve essere a temperatura ambiente. Amalgamate per bene questi ingredienti e quando saranno stati incorporati perfettamente aggiungete anche gli ingredienti secchi, ovvero la farina, il lievito e la vanillina, che avrete precedentemente setacciato così da evitare la formazione di grumi. Amalgamate anche questi ingredienti e dedicatevi al limone.
Dovete dapprima grattugiare la scorza e poi estrarre il succo. Filtrare il succo per eliminare eventuali impurità e fate attenzione quando grattugiate la scorza per evitare di prelevare anche la parte bianca, che darebbe un retrogusto più amaro al vostro dolce.
Aggiungete sia il succo che la scorza di limone all’impasto e continuate ad amalgamare il tutto. Aggiungete anche una manciata di semi di papavero nelle quantità che preferite. Quando avrete ottenuto un composto perfettamente omogeneo e denso potete trasferire all’interno di appositi pirottini che avrete inserito all’interno dello stampo per muffin.
I pirottini andranno riempiti per circa 2/3 della loro capienza perché aumenteranno di volume durante la cottura. A questo punto i vostri muffin al limone sono pronti per essere messi in forno preriscaldato a 180°C per circa 20 minuti o fino a quando inizieranno a dorarsi in superficie.
Fate sempre la prova stuzzicadenti prima di sfornare.
Glassa al limone
Adesso che i vostri muffin sono pronti e si stanno raffreddando potete decidere di decorarli con una glassa al limone. Aggiungete insieme lo zucchero a velo ed il succo di limone ed amalgamate il tutto fino a quando avrete ottenuto un composto perfettamente denso e liscio.
Con questo andate a coprire i vostri muffin al limone o decorarli coprendoli solo in parte.
In alternativa potete preparare dei muffin alla Nutella o dei muffin al cioccolato.
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